Seneca, Lettere a Lucilio, 39, 6

Il necessario lo misura l'utilità; il superfluo, a che cosa lo riduci? Così affondano nei piaceri, di cui, una volta diventati abitudine, non possono fare a meno; e sono infelicissimi proprio perché sono arrivati al punto che ciò che era superfluo è diventato per loro necessario. Sono dunque schiavi dei piaceri, non ne godono, e, cosa che è il peggiore dei mali, amano perfino i propri mali. L'infelicità è completa quando le cose vergognose non solo fanno piacere, ma vengono anche approvate; e non c'è più posto per il rimedio quando quelli che erano vizi sono diventati costumi. Stammi bene.

Seneca · Lettere a Lucilio, 39, 6

Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Seneca, Lettere a Lucilio, 39, 6, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/39/6