Seneca, Lettere a Lucilio, 24, 16
Ciò che ti consiglio di fare, so bene che l'hai già fatto; ora ti avverto di non affogare il tuo animo in questa ansia. Si ottunderà infatti e avrà meno vigore quando dovrà rialzarsi. Distoglilo dalla tua causa personale e portalo a quella di tutti. Di' a te stesso che hai un corpo mortale e fragile, a cui il dolore non verrà annunciato soltanto dall'ingiustizia o dalla forza di uno più potente. Gli stessi piaceri si trasformano in tormenti: i banchetti portano l'indigestione, le ubriacature il torpore e il tremito dei nervi, le dissolutezze la deformazione dei piedi, delle mani, di tutte le articolazioni.
Seneca · Lettere a Lucilio, 24, 16
Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Seneca, Lettere a Lucilio, 24, 16, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/24/16