Seneca, Lettere a Lucilio, 26, 4
«Il danno più grande», dici, «è diminuire, consumarsi e, per usare la parola giusta, sciogliersi. Non veniamo infatti spinti e abbattuti all'improvviso: veniamo rosicchiati. Ogni giorno toglie qualcosa alle forze.» C'è forse una fine migliore che scivolare verso il proprio termine mentre la natura ci scioglie? Non perché un colpo e un'uscita improvvisa dalla vita siano un male, ma perché è una via dolce, questa: venire portati via a poco a poco. Io, di certo, come se si avvicinasse la prova e fosse arrivato il giorno che deve pronunciare la sentenza su tutti i miei anni, mi osservo e mi parlo così:
Seneca · Lettere a Lucilio, 26, 4
Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Seneca, Lettere a Lucilio, 26, 4, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/26/4