Seneca, Lettere a Lucilio, 26, 3

Crediamogli: si goda il suo bene. Mi invita a riflettere e a distinguere quanto di questa serenità e di questa moderazione dei costumi lo devo alla saggezza e quanto all'età, e a esaminare con cura quali cose non posso fare e quali non voglio fare, pronto a considerare come se non le volessi tutte quelle che sono contento di non poter fare. Che motivo di lamento c'è, infatti, che danno, se è venuto meno tutto ciò che doveva finire?

Seneca · Lettere a Lucilio, 26, 3

Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Seneca, Lettere a Lucilio, 26, 3, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/26/3