Seneca · Lettere a Lucilio
Lettere a Lucilio, Lettera 26
10 passi nella traduzione italiana di Cittadella.
- Lettere a Lucilio, 26, 1Seneca saluta il suo Lucilio. Poco fa ti dicevo che avevo la vecchiaia in vista; ora temo di essermela lasciata alle spalle. A questi miei anni, o…
- Lettere a Lucilio, 26, 2Eppure, davanti a te, ringrazio me stesso: non sento nell'animo l'offesa dell'età, anche se la sento nel corpo. Sono invecchiati soltanto i vizi e gli…
- Lettere a Lucilio, 26, 3Crediamogli: si goda il suo bene. Mi invita a riflettere e a distinguere quanto di questa serenità e di questa moderazione dei costumi lo devo alla…
- Lettere a Lucilio, 26, 4«Il danno più grande», dici, «è diminuire, consumarsi e, per usare la parola giusta, sciogliersi. Non veniamo infatti spinti e abbattuti…
- Lettere a Lucilio, 26, 5«Finora», dico, «non vale nulla ciò che abbiamo mostrato con i fatti o con le parole. Sono pegni leggeri e ingannevoli dell'animo, avvolti in molti…
- Lettere a Lucilio, 26, 6«Lascia da parte la stima degli uomini: è sempre incerta e si divide tra due partiti. Lascia da parte gli studi coltivati per tutta la vita: sarà la…
- Lettere a Lucilio, 26, 7Queste cose le dico a me stesso, ma pensa che le abbia dette anche a te. Sei più giovane: che importa? Gli anni non si contano. Non si sa in quale…
- Lettere a Lucilio, 26, 8Volevo già smettere e la mano andava verso la chiusa; ma bisogna compiere il rito e dare a questa lettera la sua provvista per il viaggio. Non c'è…
- Lettere a Lucilio, 26, 9Il senso è chiaro: è una cosa straordinaria imparare a fondo la morte. Forse pensi che sia superfluo imparare qualcosa che si userà una volta sola. È…
- Lettere a Lucilio, 26, 10«Esercitati alla morte»: chi dice questo ci ordina di esercitarci alla libertà. Chi ha imparato a morire ha disimparato a essere schiavo; è al di…