Seneca, Lettere a Lucilio, 27, 5
Un altro genere di studi ammette aiuto. Ai nostri tempi Calvisio Sabino era ricco. Aveva il patrimonio di un liberto, e l'ingegno pure; non ho mai visto un uomo portare la propria ricchezza in modo più sconveniente. Aveva una memoria così cattiva che gli sfuggiva ora il nome di Ulisse, ora quello di Achille, ora quello di Priamo, che conosciamo bene quanto i nostri precettori. Nessun vecchio nomenclatore, di quelli che i nomi non li ricordano ma li inventano, salutava la gente delle tribù così a sproposito come lui salutava Troiani e Achei. Eppure voleva sembrare colto.
Seneca · Lettere a Lucilio, 27, 5
Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Seneca, Lettere a Lucilio, 27, 5, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/27/5