Seneca, Lettere a Lucilio, 28, 3

Pensa che adesso il tuo stato sia come quello della profetessa che il nostro Virgilio mette in scena, ormai eccitata e invasata, e piena di uno spirito che non è il suo: «La profetessa si agita invasata, se mai possa scuotersi dal petto / il grande dio.» Vai di qua e di là per scuoterti di dosso il peso che ti grava addosso, e che diventa più molesto proprio per lo sballottamento; così su una nave i carichi fermi pesano meno, mentre quelli che rotolano in modo disuguale fanno affondare più in fretta il lato su cui si sono riversati. Qualunque cosa tu faccia, la fai contro di te, e ti danneggi con il movimento stesso: scuoti un malato.

Seneca · Lettere a Lucilio, 28, 3

Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Seneca, Lettere a Lucilio, 28, 3, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/28/3