Seneca, Lettere a Lucilio, 30, 5
Il nostro Basso mi sembrava accompagnare sé stesso alla tomba e comporsi per la sepoltura, vivere come se fosse sopravvissuto a sé stesso e sopportare con saggezza il rimpianto di sé. Parla molto della morte, infatti, e si impegna a fondo per convincerci che, se in questa faccenda c'è qualcosa di molesto o di pauroso, è colpa di chi muore, non della morte; e che nella morte stessa non c'è più fastidio che dopo di essa.
Seneca · Lettere a Lucilio, 30, 5
Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Seneca, Lettere a Lucilio, 30, 5, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/30/5