Seneca, Lettere a Lucilio, 40, 8

«E allora? Non si innalzerà mai, qualche volta?» Perché no? Ma senza perdere la dignità del carattere, di cui quella forza violenta ed eccessiva lo spoglia. Abbia grandi forze, ma misurate; sia un'acqua perenne, non un torrente. A stento permetterei a un oratore una tale velocità nel parlare, senza ritorno e senza regola. Come potrebbe infatti stargli dietro un giudice, che a volte è anche inesperto e rozzo? Anche quando l'abbia trascinato via la voglia di mettersi in mostra o una passione che non sa dominarsi, si affretti e accumuli parole solo quanto le orecchie possono sopportare.

Seneca · Lettere a Lucilio, 40, 8

Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Seneca, Lettere a Lucilio, 40, 8, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/40/8