Seneca, Lettere a Lucilio, 5, 3

La toga non sia splendente, ma nemmeno sporca. Non teniamo argenteria su cui sia stato cesellato oro massiccio, ma non pensiamo che fare a meno dell'oro e dell'argento sia segno di sobrietà. Facciamo in modo di seguire una vita migliore di quella della massa, non opposta; altrimenti allontaniamo da noi e respingiamo proprio quelli che vogliamo correggere. Otteniamo anche questo: che non vogliano imitare nulla di noi, perché temono di dover imitare tutto.

Seneca · Lettere a Lucilio, 5, 3

Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Seneca, Lettere a Lucilio, 5, 3, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/5/3