Marco Aurelio, Pensieri, III, 7
Non considerare mai utile per te ciò che un giorno ti costringerà a tradire la parola data, ad abbandonare il pudore, a odiare qualcuno, a sospettare, a maledire, a fingere, a desiderare qualcosa che ha bisogno di muri e di tende. Chi ha preferito a tutto la propria mente, il proprio dàimon e il culto della sua virtù non fa tragedie, non geme, non avrà bisogno né di solitudine né di folla; e, cosa più importante, vivrà senza inseguire e senza fuggire; e se userà la sua anima racchiusa nel corpo per un tempo più lungo o più breve, non gli importa assolutamente nulla. Anche se dovesse andarsene subito, se ne andrà con la stessa disinvoltura con cui farebbe qualunque altra cosa che si possa fare con pudore e con ordine, preoccupandosi per tutta la vita soltanto di questo: che la sua mente non si volga a nulla che sia estraneo a un essere intelligente e sociale.
Marco Aurelio · Pensieri, III, 7
Traduzione italiana di Cittadella dal greco, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Marco Aurelio, Pensieri, III, 7, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/marco-aurelio/pensieri/3/7