Marco Aurelio, Pensieri, VIII, 56
Per la mia facoltà di scelta, la facoltà di scelta del prossimo è indifferente, come lo sono il suo piccolo soffio e la sua povera carne. Infatti, anche se siamo nati il più possibile gli uni per gli altri, tuttavia la parte che guida ciascuno di noi ha il proprio potere; altrimenti il vizio del prossimo sarebbe stato un male per me, e il dio non ha voluto così, perché la mia sventura non dipendesse da un altro.
Marco Aurelio · Pensieri, VIII, 56
Traduzione italiana di Cittadella dal greco, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Marco Aurelio, Pensieri, VIII, 56, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/marco-aurelio/pensieri/8/56