Seneca, Lettere a Lucilio, 21, 11
Ti parlo di quei desideri che non si lasciano consolare, ai quali bisogna dare qualcosa perché smettano. Quanto a quelli straordinari, che si possono rimandare, tenere a freno e soffocare, ti ricorderò una cosa sola: quel piacere è naturale, non necessario; a lui non devi nulla; se ci spendi qualcosa, lo fai per scelta. Il ventre non ascolta i precetti: chiede, reclama. Eppure non è un creditore molesto: lo mandi via con poco, purché tu gli dia quello che devi, non quello che puoi. Stammi bene.
Seneca · Lettere a Lucilio, 21, 11
Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Seneca, Lettere a Lucilio, 21, 11, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/21/11