Seneca, Lettere a Lucilio, 13, 4

Sono più le cose che ci spaventano di quelle che ci schiacciano, Lucilio, e soffriamo più spesso per l'opinione che per la realtà. Non ti parlo con il linguaggio degli stoici, ma con questo più modesto. Noi infatti diciamo che tutte queste cose che strappano gemiti e muggiti sono leggere e da disprezzare; lasciamo da parte queste parole grandiose, ma, santi dèi, vere. Questo ti raccomando: non essere infelice prima del tempo, perché le cose che hai temuto come imminenti forse non arriveranno mai, e di certo non sono ancora arrivate.

Seneca · Lettere a Lucilio, 13, 4

Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Seneca, Lettere a Lucilio, 13, 4, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/13/4