Seneca, Lettere a Lucilio, 14, 7

Impegniamoci dunque a non urtare nessuno. A volte è il popolo che dobbiamo temere; a volte, se l'ordinamento dello stato è tale che quasi tutto si decide in senato, gli uomini influenti in senato; a volte singoli individui, a cui è stato dato il potere del popolo e sul popolo. Avere tutti costoro come amici è faticoso; basta non averli come nemici. Perciò il saggio non provocherà mai l'ira dei potenti, anzi la eviterà, proprio come si evita la tempesta quando si naviga.

Seneca · Lettere a Lucilio, 14, 7

Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Seneca, Lettere a Lucilio, 14, 7, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/14/7