Seneca, Lettere a Lucilio, 14, 8

Quando andavi in Sicilia, hai attraversato lo stretto. Un pilota avventato ha disprezzato le minacce del vento del sud (è questo il vento che agita il mare di Sicilia e lo spinge in vortici); non punta verso la riva sinistra, ma verso quella vicino alla quale Cariddi sconvolge le acque. Un pilota più prudente, invece, chiede a chi conosce i luoghi quali siano le correnti, che segni diano le nuvole; e tiene la rotta lontano da quella zona famigerata per i suoi vortici. Lo stesso fa il saggio: evita il potere che può nuocergli, badando prima di tutto a non dare l'impressione di evitarlo. Una parte della sicurezza sta anche in questo, nel non cercarla apertamente: ciò che uno fugge, lo condanna.

Seneca · Lettere a Lucilio, 14, 8

Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Seneca, Lettere a Lucilio, 14, 8, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/14/8