Seneca, Lettere a Lucilio, 15, 3
Molti inconvenienti seguono chi si dedica a questa cura: prima di tutto gli esercizi, la cui fatica esaurisce il fiato e lo rende inadatto alla concentrazione e agli studi più impegnativi. Poi l'abbondanza di cibo ottunde la finezza della mente. Si aggiungono schiavi della peggior risma presi come maestri, uomini divisi tra l'olio e il vino, per i quali la giornata è andata come volevano se hanno sudato bene, se al posto di ciò che è uscito hanno rimandato giù molto da bere, che a digiuno scenderà più in fondo. Bere e sudare: è la vita di un cardiaco.
Seneca · Lettere a Lucilio, 15, 3
Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Seneca, Lettere a Lucilio, 15, 3, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/15/3