Seneca, Lettere a Lucilio, 20, 11
«Non so», dici, «come quest'uomo sopporterebbe la povertà, se ci cadesse». Nemmeno io so, Epicuro, se quel tuo povero disprezzerebbe le ricchezze, se ci cadesse; perciò in entrambi bisogna valutare la mente ed esaminare se l'uno si compiaccia della povertà e se l'altro non si compiaccia delle ricchezze. Altrimenti una branda o degli stracci sono una prova debole di buona volontà, se non è chiaro che uno li sopporta non per necessità, ma perché li preferisce.
Seneca · Lettere a Lucilio, 20, 11
Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Seneca, Lettere a Lucilio, 20, 11, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/20/11