Seneca, Lettere a Lucilio, 21, 3

Ti riporto l'esempio di Epicuro. Scriveva a Idomeneo, che allora era ministro di un potere inflessibile e maneggiava grandi affari, per richiamarlo da una vita di apparenze a una gloria fedele e stabile, e gli disse: «Se ti sta a cuore la gloria, le mie lettere ti renderanno più noto di tutte queste cose che corteggi e per cui vieni corteggiato.»

Seneca · Lettere a Lucilio, 21, 3

Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Seneca, Lettere a Lucilio, 21, 3, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/21/3