Seneca, Lettere a Lucilio, 24, 18
Non sono così sciocco da ripetere a questo punto la solita cantilena epicurea e dire che le paure degli inferi sono vane, che Issione non gira sulla ruota, che Sisifo non spinge il masso in salita con le spalle, che le viscere di nessuno possono rinascere ogni giorno ed essere divorate: nessuno è così bambino da temere Cerbero, le tenebre e l'aspetto spettrale di gente tenuta insieme da ossa nude. La morte o ci annienta o ci spoglia. A chi viene lasciato andare, tolto il peso, resta qualcosa di meglio; a chi viene annientato non resta nulla: beni e mali sono stati tolti allo stesso modo.
Seneca · Lettere a Lucilio, 24, 18
Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Seneca, Lettere a Lucilio, 24, 18, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/24/18