Seneca, Lettere a Lucilio, 30, 14

Diceva, seguendo i precetti di Epicuro, innanzitutto che sperava che in quell'ultimo respiro non ci fosse alcun dolore; se però ci fosse stato, c'era un certo conforto nella sua stessa brevità. Nessun dolore grande, infatti, è lungo. Del resto, anche nel momento stesso in cui anima e corpo si separano, se ciò fosse avvenuto con sofferenza, lo avrebbe soccorso il fatto che dopo quel dolore non avrebbe più potuto soffrire. Non dubitava, poi, che l'anima di un vecchio fosse già sulle labbra e non servisse molta forza per staccarla dal corpo. «Il fuoco che si è impadronito di materia che lo alimenta va spento con l'acqua, e a volte abbattendo l'edificio; quello a cui manca il nutrimento si spegne da sé.»

Seneca · Lettere a Lucilio, 30, 14

Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Seneca, Lettere a Lucilio, 30, 14, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/30/14