Seneca, Lettere a Lucilio, 6, 1

Seneca saluta il suo Lucilio. Mi accorgo, Lucilio, che non solo mi sto correggendo, ma mi sto trasformando. E non prometto né spero già che in me non resti nulla da cambiare. Perché non dovrei avere ancora molte cose da consolidare, da attenuare, da innalzare? E proprio questa è la prova di un animo mutato in meglio: vede i propri vizi, che finora ignorava. Con certi malati ci si congratula quando si accorgono loro stessi di essere malati.

Seneca · Lettere a Lucilio, 6, 1

Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Seneca, Lettere a Lucilio, 6, 1, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/6/1