Seneca, Lettere a Lucilio, 17, 5

Se vuoi dedicarti all'animo, devi essere povero o simile a un povero. Lo studio non può essere salutare senza la cura della sobrietà; e la sobrietà è povertà volontaria. Togli di mezzo dunque queste scuse: «Non ho ancora quanto basta; quando sarò arrivato a quella somma, allora mi darò tutto alla filosofia». Eppure niente va procurato prima di questa cosa che tu rimandi e ti procuri dopo il resto: è da qui che bisogna cominciare. «Voglio procurarmi», dici, «di che vivere». Procuratelo e intanto impara: se qualcosa ti impedisce di vivere bene, non ti impedisce di morire bene.

Seneca · Lettere a Lucilio, 17, 5

Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Seneca, Lettere a Lucilio, 17, 5, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/17/5