Seneca, Lettere a Lucilio, 18, 9
Quel maestro del piacere, Epicuro, aveva dei giorni stabiliti in cui placava la fame con parsimonia, per vedere se mancasse qualcosa al piacere pieno e completo, o quanto mancasse, e se valesse la pena di compensarlo con grande fatica. Lo dice di certo nelle lettere che scrisse a Polieno quando era arconte Carino. E anzi si vanta di nutrirsi con meno di un asse, mentre Metrodoro, che non aveva ancora fatto tanti progressi, con un asse intero.
Seneca · Lettere a Lucilio, 18, 9
Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Seneca, Lettere a Lucilio, 18, 9, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/18/9