Seneca, Lettere a Lucilio, 27, 2

Grido a me stesso: «Conta i tuoi anni, e ti vergognerai di volere le stesse cose che volevi da ragazzo, di procurarti le stesse cose. Almeno questo, ormai vicino al giorno della morte, fallo per te: che i vizi muoiano prima di te. Lascia andare questi piaceri torbidi, che si pagano cari: non nuocciono solo quelli che verranno, ma anche quelli passati. Come per i delitti l'ansia non se ne va con loro, anche se non sono stati scoperti mentre si commettevano, così per i piaceri disonesti il pentimento resta anche dopo. Non sono solidi, non sono fedeli; anche se non fanno male, fuggono.»

Seneca · Lettere a Lucilio, 27, 2

Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Seneca, Lettere a Lucilio, 27, 2, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/27/2