Seneca, Lettere a Lucilio, 36, 8
A che cosa deve esercitarsi, dunque, il nostro amico? A ciò che serve contro tutte le armi, contro ogni genere di nemico: disprezzare la morte. Che la morte abbia in sé qualcosa di terribile, tale da urtare i nostri animi, che la natura ha formato nell'amore di sé, nessuno lo mette in dubbio; altrimenti non ci sarebbe bisogno di prepararsi e affinarsi per qualcosa verso cui andremmo per un istinto spontaneo, come tutti sono portati a conservare sé stessi.
Seneca · Lettere a Lucilio, 36, 8
Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione
Come citare questo passo
Seneca, Lettere a Lucilio, 36, 8, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/36/8