Seneca, Lettere a Lucilio, 36, 9

Nessuno impara a stendersi con animo sereno, se sarà necessario, su un letto di rose; ci si irrobustisce piuttosto per non piegare la propria lealtà sotto la tortura, per vegliare tutta la notte, se sarà necessario, in piedi davanti alla palizzata, a volte anche da ferito, senza nemmeno appoggiarsi al giavellotto, perché il sonno di solito si insinua in chi si appoggia a un qualunque sostegno. La morte non ha alcun inconveniente: perché ci sia un inconveniente, deve infatti esserci qualcosa che lo subisca.

Seneca · Lettere a Lucilio, 36, 9

Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Seneca, Lettere a Lucilio, 36, 9, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/36/9