Seneca, Lettere a Lucilio, 9, 18

Ciononostante, pur amando moltissimo i suoi amici, pur mettendoli alla pari con sé e spesso preferendoli a sé, racchiuderà ogni bene dentro di sé e dirà quello che disse Stilpone, proprio lo Stilpone che la lettera di Epicuro attacca. Quando la sua patria fu presa, perduti i figli, perduta la moglie, uscì dall'incendio della città solo e tuttavia felice; e a Demetrio, che per la distruzione delle città ebbe il soprannome di Poliorcete e gli chiedeva se avesse perso qualcosa, rispose: «Tutti i miei beni sono con me».

Seneca · Lettere a Lucilio, 9, 18

Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Seneca, Lettere a Lucilio, 9, 18, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/9/18