Seneca, Lettere a Lucilio, 18, 7

Non pensare ora che io parli delle cene alla Timone, delle stanze dei poveri e di tutte le altre cose con cui il lusso gioca, per noia delle ricchezze; la branda sia una vera branda, e così il mantello, e il pane sia duro e nero. Sopporta questo per tre o quattro giorni, a volte per più giorni, in modo che non sia un gioco, ma una prova; allora, credimi, Lucilio, esulterai sazio con due soldi e capirai che per essere tranquilli non c'è bisogno della Fortuna: ciò che basta alle necessità lo dà anche quando è adirata.

Seneca · Lettere a Lucilio, 18, 7

Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Seneca, Lettere a Lucilio, 18, 7, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/18/7