Seneca, Lettere a Lucilio, 24, 8

Poi si inferse nel corpo una ferita mortale. I medici gli fasciarono la ferita; e lui, che aveva meno sangue, meno forze, ma lo stesso animo, ormai adirato non solo con Cesare ma con sé stesso, cacciò le mani nude nella ferita e quello spirito nobile, che disprezzava ogni potere, non lo esalò: lo scagliò fuori.

Seneca · Lettere a Lucilio, 24, 8

Traduzione italiana di Cittadella dal latino, scritta con l'intelligenza artificiale e confrontata con il testo originale. Fonti e traduzione

Come citare questo passo

Seneca, Lettere a Lucilio, 24, 8, traduzione di Cittadella, https://cittadella.app/seneca/lettere-a-lucilio/24/8